Semplice…

…ma anche no! Ovvero: come rispondere alle domande di un turista sull’accoglienza della tua città può rivelarsi un disastro.
Sabato sera, pieno centro città. Siamo a Livorno, la città in cui sono nato e in cui vivo ormai da una trentina d’anni. Siamo in tre: io, la mia ragazza e Mr. P., un caro amico.
Si avvicina un giovane con lo zaino in spalla e ci chiede se parliamo inglese. Ah già, siamo nella città in cui gli avvisi internazionali suonano un po’ strani: “Here english is spoken” oppure “In this store sell only products made in Italy”… Ma lui è “fortunato”, noi parliamo inglese.
“Sapete dove posso trovare un ostello?”. Un ostello? Ah sì, ce n’è uno ma è un po’ fuori mano. No, a piedi è troppo lungo arrivarci. Ci arrivi con il bus numero 3 che parte proprio da Piazza Grande, qui vicino… Mr. P. mi fa notare che sono ormai le 23 e che un bus numero 3 non si vede in Piazza Grande da almeno 3 ore. C’è, però la linea notturna… No, non c’è più.
Temo che tu possa arrivarci solo in taxi. La stazione dei taxi è sempre in Piazza Grande… Ah no, l’hanno spostata in Piazza Cavour. In Piazza Cavour? Io ho visto solo le righe gialle in terra e il cartello taxi, ma di auto parcheggiate nemmeno l’ombra. Alle brutte uno troverà il numero del radio taxi e telefonerà. Il numero? Non c’è mica…
Ti girano un po’ i coglioni perché, nonostante tu sia del posto, non riesci a dare una cavolo di informazione chiara e precisa a un turista che cerca un cavolo di posto dove dormire pagando poco. All’unanimità conveniamo sul fatto che se ci dovesse essere un taxi in centro, la cosa migliore è aspettarlo comunque in Piazza Grande.
“Ah ragazzi, un’altra domanda… Dove posso trovare una postazione wifi gratuita?”. BOOOOOOH!?

Sconsoli lo abbandoniamo al suo destino con una sola domanda dentro di noi: “Ma chi gliel’ha fatto fare di avventurarsi in questo posto desolato?”. Abbiamo quasi la tentazione di andare a recuperare la macchina e di accompagnarlo noi all’ostello. Sarà aperto? Avrà posto? La reception sarà sempre fruibile? Vediamo su internet… Ah, hanno il sito ufficiale!
“Questo dominio è stato registrato sul server… Affidati a dei professionisti per la realizzazione del tuo sito web…”.

Ma vaffanculo!

Una scelta responsabile


 

Dopo tanto tempo ho finalmente spostato i miei pochi risparmi in una banca differente. Ero sempre un ragazzino quando chiesi un appuntamento con l’allora promotore finanziario della mia zona per valutare un passaggio in Banca Etica. All’epoca non mi conveniva: ancora non lavoravo e la decisione fu di riparlarne non appena avessi lavorato. Adesso che le cose sono cambiate rispetto a qualche anno fa, ho deciso di aprire un nuovo conto corrente e di diventare socio della Banca e ieri ho finalmente chiuso il mio vecchio conto. Una scelta, come ho detto all’impiegata, non dettata da motivi economici, ma di responsabilità etica.
Adesso  contribuisco, con le mie azioni, al capitale sociale della Banca, posso partecipare alle assemblee dei soci, leggere i verbali e sapere in che modo vengono investiti i miei soldi.
Per quanto riguarda i servizi bancari a me offerti dalla Banca, dal passaggio ho pure guadagnato, sia in termini di qualità e sicurezza sia in termini economici. Se proprio volessimo trovare una pecca, potremmo dire che le filiali sul territorio sono scarsamente diffuse, ma per quanto mi riguarda questo è un non problema: i servizi internet sono ottimi, il servizio clienti e il promotore finanziario sono molto efficienti e i crediti cooperativi o le casse rurali dove ritirare senza commissioni si trovano senza problemi.
In poche parole: sono molto soddisfatto della scelta! :)