Oggi si voterà fino alle 15, poi sapremo quale sarà il prossimo Governo. Io ho deciso di non lanciarmi in pronostici, anche perché fin che non vedo non credo e quindi preferisco attendere con ansia i dati finali ufficiali. Mi auguro che tutto proceda con regolarità, anche se lo scrutinio elettronico mi lascia ancora un po’ perplesso. Di seguito inserisco un’immagine che riassume i vari passaggi (fate click sull’immagine per ingrandire):

A mio avviso, ci sono tre motivi principali per manifestare dei dubbi sull’efficienza di tale sistema: il primo nasce dal fatto che la gestione di questa sperimentazione – costosa, fra l’altro – sia stata affidata con trattativa privata e senza appalto pubblico a quattro società, di cui 3 multinazionali estere, in una delle quali lavora anche il figlio del Ministro Pisanu. Il secondo motivo riguarda, invece, i vari passaggi che i dati effettuano: con lo scrutinio elettronico si evita il lavoro di consolidata efficienza di Prefetture e Viminale, poiché per le quattro regioni sperimentatrici (circa 12.000 sezioni in Liguria, Lazio, Puglia e Sardegna) i dati saranno gestiti e diffusi direttamente dal Dipartimento Innovazione (Ministro Stanca) della Presidenza del Consiglio. Detto in altro modo, lo scrutino tradizionale e quello elettronico andranno di pari passo, ma le Prefetture dovranno diffondere solo i dati che arriveranno dal Dipartimento dell’Innovazione della Presidenza del Consiglio e non quelli raccolti tradizionalmente che saranno utilizzati solo “ove la Direzione centrale dei servizi elettorali dovesse ritenerlo opportuno”. Proprio a questo proposito, manifesto la mia terza perplessità: il decreto legge recita che, in caso di discordanze tra i due conteggi in parallelo, il Presidente del seggio “senza procedere ad ulteriori verifiche, provvede agli adempimenti previsti dalla legge, tenendo conto dei risultati riportati sulle tabelle di scrutinio cartacee” e, difatti, varie fonti hanno riferito che gli operatori informatici abbiano ricevuto indicazioni per far coincidere comunque, anche in caso di errori delle procedure elettroniche, i risultati dello scrutinio elettronico con quelli dello spoglio cartaceo. Se, quindi, per queste Elezioni la prevalenza dello scrutinio manuale fornisca comunque qualche garanzia, una eventuale assicurazione sulla coincidenza dei dati elettronici – anche se conseguente a manipolazione degli operatori informatici – potrebbe porre le basi per un’estensione delle procedure di voto elettronico nelle prossime consultazioni nonostante la necessità di effettuare verifiche più attente e approfondite visto che né il Governo né le aziende coinvolte nella sperimentazione hanno fornito il codice sorgente dei programmi utilizzati, spiegato nei dettagli le procedure di acquisizione dei dati e quanto i risultati siano effettivamente manipolabili, etc.
Morale della “favola” io non mi stupisco se, con tanta ambiguità per delle procedure di tale impatto democratico per il Paese, regni un forte scetticismo verso questa forma sperimentale.
Fonti:
- l’Unità (28/03/2006)
- email di Emmanuele Somma (06/04/2006)