Archive from ottobre, 2006

Intelligenza artificiale

C-3POIl post di stasera potrebbe anche sembrare serio, ma non lo è: non c’è pericolo. Di vero c’è il fatto che sto studiando Sistemi Intelligenti 1 (corso della Laurea Specialistica che sto seguendo per anticiparmi con i tempi) e che, effettivamente, C-3PO ha un’espressione allucinata; per il resto, l’idea di questo delirio domenicale nasce dalla lettura del libro che devo studiare per dare l’esame e che dovrò leggere con attenzione, visto che tenere alta la testa … ehm … l’attenzione a lezione non è sempre facile, complice una stanza mantenuta quasi al buio per far vedere delle diapositive. E insomma, addentrandomi nell’apprendimento della storia dell’Intelligenza artificiale, mi imbatto in una nota a piè di pagina che, per chiarire e ampliare il discorso del paragrafo, dice (testuali parole):

Oggi si pensa che la grande dimensione del cervello umano sia anche una conseguenza di un recente sviluppo del suo sistema di raffreddamento.

Ora … Premesso che io non mi intendo di cervello umano (ma che mi sono un attimino informato), mi chiedo che cazpita c’entri il sistema di raffreddamento. Personalmente non ho mai sentito di gente che va dal neurologo e ne esce con la diagnosi di danni al sistema di raffreddamento.
Visto che, stando a quanto dice l’editore, questo primo volume in cui è stata suddivisa l’edizione italiana del classico sull’Intelligenza Artificiale degli autori Russell – Norvig è uno dei testi più adottati nelle università di tutto il mondo ed è considerato un best-seller sugli scaffali delle librerie, non sarebbe forse il caso di stare attenti a non scrivere vaccate e darsi una rinfrescatina alle idee? C’è tanta ignoranza … è proprio vero! :D

Uffa, quest’ora solare fa troppo inverno. Ci rileggiamo presto, restate sintonizzati. :)
Per il momento procedo con la lettura, non senza un po’ di timore … :D

L’arte del parcheggio

I Park Like An Idiot

Parcheggiare è una cosa che più o meno riesce a tutti: c’è chi è in grado di mettere la macchina in un posto in cui entra precisa e c’è chi fatica a mettere una Cinquecento in uno da camion con rimorchio, ma più o meno tutti parcheggiano. L’arte non sta, infatti, nel parcheggiare in sé, quanto nel farlo in maniera stravagante. Nei lunghi anni di studio per le strade cittadine, mi sento in dovere di assegnare due premi:

  1. L’Oscar alla migliore attrice per la signora che lasciò la macchina sotto il passaggio a livello e, quando andò a riprenderla, si accorse che la sbarra abbassata non solo le stava bloccando l’auto, ma le aveva anche cocciato il tettino. Il commento fu: “Uh!”.
  2. L’Oscar per i migliori effetti speciali al tizio che riuscì ad occupare tre posti con una vecchia Fiat Panda (e, credetemi, non è banale!).

Ma, a parte questi due casi eclatanti, i folli parcheggiatori sono sempre dietro l’angolo: alla stazione, dove dovrei parcheggiare e dove invece spesso non trovo posto nemmeno per una Smart, ci sarebbero da attaccare svariati adesivi “I Park Like An Idiot”, ma non solo lì, basta farsi un giro per le strade per avere l’imbarazzo della scelta.
Sì, perché il Livornese non può parcheggiare a più di 10 metri di distanza dal posto in cui deve andare e se ne sbatte dei divieti di sosta (salvo poi alterarsi qualora compaia una multa). La stazione, ad esempio, ha un parcheggio dietro e, a un centinaio di metri, quello del centro commerciale. Ecco: mi pare ovvio che la gente lasci le macchine in divieto di sosta (dove gira l’autobus) e in mezzo di strada, pur di non allontanarsi un pochino. Immaginatevi quante multe possono aver fatto i vigili due giorni fa e anche quanto si siano innervositi gli automobilisti che, però, continuano a parcheggiare dove non possono.

Ma ora è il vostro momento: larga la foglia, stretta la via, dite la vostra che ho detto la mia … :D

ott 24, 2006 - Internet e Reti, Personale    13 Commenti

Emozioni

Il titolo è volutamente esagerato, ma non posso nascondere quel piccolo sorriso di felicità che ha accompagnato la notizia del passaggio della mia ADSL da 640 a 2 Mega. Del resto io con l’ADSL ho un rapporto particolare: sarà perché la mia zona è stata coperta da un anno e prima ero alla ricerca di contratti 56K flat accettabili e che, puntualmente, me lo tiravano nel deretano, sarà perché la copertura arrivava fino a 200 metri da casa mia e mi prendevano per il culo gli stessi operatori Telecom, sarà perché sono leggermente tecnoleso … Insomma, sia quel che sia, ma questa novità si è presentata come una piacevole sorpresa. Be’, non è sicuramente qualcosa che ti cambia la vita o che ti fa essere profondamente felice, ma in questo periodo no bisogna che mi accontenti delle piccole cose.
Un paio di anni fa non mi sarei mai immaginato di avere, un giorno, una linea veloce e una rete wireless in casa e invece … Una lezione ulteriore che mi ha insegnato a lasciare tempo al tempo e a non abbandonare mai la speranza: mai dire mai. :)

Tu chiamale se vuoi … Emozioni

ott 22, 2006 - Moblog    4 Commenti

Wild life

Wild life

In diretta dalla macchina, sulla strada del ritorno, mi ritrovo a bloggare in movimento dopo una giornata all’aria aperta. Voi cosa avete combinato? Avete passato una buona domenica, nonostante l’inclemenza del tempo? Ci rileggiamo presto dalla mia postazione fissa. :)

ott 20, 2006 - Internet e Reti, Personale    13 Commenti

Arte ASCII

Oggi è venerdì e io sono distrutto. Direi tendente al dannoso, perché quando sono parecchio stanco poi faccio danni. Avrei bisogno di staccare per un po’, magari di farmi uno dei miei brevi viaggi in qualche località europea: l’anno scorso andai in Scozia, quest’anno potrei volare a Berlino, ma chi lo sa … In questo periodo penso troppo e non concludo niente, sarebbe meglio se pensassi meno e concludessi di più: è un momento un po’ no, sinceramente, ma passerà penso.

A parte queste poche righe che descrivono il mio stato d’animo, volevo segnalarvi una cosa che ho appreso leggendo Reporter Diffuso, ovvero un generatore di arte ASCII. Oltre agli esempi che già sono pubblicati sul sito, ho fatto una prova con questa mia foto e vi inserisco i risultati qui sotto: cliccate per ingrandire ed osservate da una certa distanza.

Observing Squares

E, ancora …

Observing Letters

Che ne pensate? Carino vero? Avevo provato a mettere in ASCII il mio viso con il cappello scozzese, ma il generatore si è rifiutato: che inclemente. :D
Ci rileggiamo alla prossima puntata; per il momento vi auguro in anticipo un buon fine settimana. :)

ott 19, 2006 - Blogosfera, Livorno    12 Commenti

Prossimi appuntamenti

Ci sono due eventi che mi preme segnalare: sono due raduni a cui molto probabilmente (ormai quasi sicuramente) io parteciperò e che sono aperti a chiunque voglia unirsi.
Quello più vicino in ordine cronologico è il Flickr Meeting Livorno, attualmente in programma per domenica 22 Ottobre (ovvero fra 3 giorni) e che ha un apposito thread su Flickr per l’organizzazione. Non so se la data che vi riporto sarà realmente quella ufficiale o se subirà uno slittamento, ma se foste interessati vi pregherei di segnalarlo o direttamente sul forum, oppure anche a me (scrivendo in un commento che volete partecipare o contattandomi direttamente). Naturalmente io segnalerò la vostra adesione e vi terrò aggiornati. :)
L’altro appuntamento è fissato per un giorno da definire fra il 7 e il 10 Dicembre p.v. ed è una cena blogger che si terrà a Roma in occasione di Più Blog. La ribotta è promossa da Giovy, che ha creato anche una pagina wiki per l’organizzazione in cui potete direttamente segnalare la vostra presenza e i vostri suggerimenti.

Spero di vedervi presto ad una o, meglio, ad entrambe le manifestazioni. :)

Update 22/10: La cena Flickr di Livorno è al momento rimandata a data da destinarsi.

ott 17, 2006 - Personale    11 Commenti

La sorellina minore

Smart

In questi giorni sono fisso in giro, ma non per divertimento: sono quelle giornate in cui hai un bel po’ di cose da sbrigare e devi muoverti ché mentre stai finendo di fare qualcosa ti accorgi di essere già in ritardo per qualcos’altro.
Cosa combino? Assicurazioni, burocrazia e tutto quello che precede l’acquisto di una macchina. Sì, perché se tutto va bene il mio Peugeottino, ormai celebre per le sue disavventure in uno sfigato giorno di mezza estate, avrà una sorellina minore: una Smart ForTwo Pure nera del 2004 (usata ché per la nuova volevano troppi vaìni). Ci siamo decisi a compiere il grande passo perché fra un cavolo e un altro qualcuno rimaneva sempre a piedi e spostarsi da dove sto io non è banale: tanto per farvi un esempio, per arrivare alla stazione in macchina ci metto 10 minuti, con l’autobus ne perderei minimo 45. La scelta del modello di auto, invece, è solo per questioni “di parcheggio”.
E insomma, per capire quanto più o meno costava assicurare la nuova vettura mi sono fatto un po’ di preventivi e ho scoperto che per alcune compagnie di assicurazione io sono sempre un neo-patentato pericolosissimo, pur avendo ormai 5 anni di patente, mentre sarebbe un guidatore esperto un 26-enne appena uscito da scuola guida. Ora, a parte che da quando sono più spesso al volante ne vedo di tutti i colori (l’ultimo era un tizio sulla cinquantina che inchiodava per dare la precedenza alle macchine che entravano sulla variante creando non pochi problemi agli altri automobilisti), ma comunque non riesco a capire come si possa tentare di basare l’esperienza al volante sull’età e non sugli anni di patente. Non lo fanno tutte le compagnie, ma molte sì. Lo so che teoricamente io sono un po’ più coglione di uno che ha qualche anno più di me e che le statistiche degli incidenti parrebbero condannare la mia fascia di età, però questo discorso mi convince comunque poco. E infatti a Luglio, quando mi hanno tamponato, io non c’entravo un tubo e quello che ha causato l’incidente era un guidatore esperto che ha provato a vedere cosa sarebbe successo se fosse andato a sbattere su delle macchine in coda senza frenare, sprezzante del pericolo … Boh!? :o
Be’, a parte queste considerazioni personali, alla fine si è trovata una soluzione assicurativa accettabile e ora è solo questione di capire se la macchinina sia realmente in buono stato e poi dovremmo esserci. Fra l’altro, pur non avendo ancora acquistato un tubo, ho già due o tre amici in lista di attesa per un giro di prova inaugurale. :D

A risentirci presto … :)

ott 14, 2006 - Cinema    14 Commenti

Profumo

Quella di mercoledì scorso doveva essere la serata dedicata al ritorno in piscina, ma sia a me che al mio amico mancava un po’ di roba utile da mettere in borsa e abbiamo optato per rimediare con il cinema.
ProfumoIl film scelto è stato Profumo – Storia di un assassino, di cui avevo visto il trailer e che mi sembrava interessante. Premetto di non aver letto il romanzo di Patrick Süskind, quindi se dovessi fare un paragone fra il libro e la pellicola, sappiate che lo faccio solo con ciò che ho sentito dire.
La drammatica storia è quella di Jean-Baptiste Grenouille, un ragazzo dotato di un olfatto straordinario che lo aiuterà a diventare un profumiere eccellente, con l’aspirazione di poter estrarre gli odori da qualsiasi cosa per creare un profumo capace di generare l’amore in chiunque lo fiuti. Questa sua mania lo porterà, però, a compiere azioni scellerate e a riflettere poi sulla sua vita e su quale debba essere la sua fine.
Il film, diretto da un buon Tom Tykwer (che ha curato anche la sceneggiatura e composto la colonna sonora), vede nel cast un Ben Whishaw abbastanza adatto al ruolo del protagonista geniale ma pazzo, un Dustin Hoffman (Giuseppe Baldini) bravo come al solito e un Alan Rickman (Richis) all’altezza della situazione.
Nel complesso, questa pellicola di produzione tutta europea (Germania, Francia, Spagna) si lascia apprezzare anche per l’ambientazione e la fotografia, riuscendo così a ricreare dignitosamente lo scenario del romanzo di Süskind che, sebbene sia superiore, lascia comunque al film la possibilità di ricevere un 7 come voto e di poter essere consigliato a chi voglia vedere qualcosa di buono.

Curiosa la scheda di FilmUp che dice quanto segue:

L’handicap di nascere privo del senso dell’olfatto, in realtà si rivela per il trovatello Jean-Baptiste Grenouille, la sua grande fortuna, infatti, piano piano ne sviluppa una forma sensibilissima che gli permetterà di realizzare i profumi più rinomati del mondo [...]

Forse ha tentato di tradurre IMDb:

Jean-Baptiste Grenouille, born with no smell, develops a superior olfactory sense, which he uses to create the world’s finest perfumes. His work, however, takes a dark turn as he searches for the ultimate scent.

Jean-Baptiste Grenouille nasce, infatti, senza un suo odore (born with no smell significa proprio questo), ma non senza olfatto; detto in altre parole non ha un handicap, ma un grande dono: quello di percepire e distinguere gli odori. Che poi io mi chiedo: che cazpita di profumiere sarebbe uno che confonde un profondo eau de botìn con una delicata lavanda? :D

Con questa perla vi auguro un buon fine settimana e vi aspetto alla prossima puntata. :)

ott 12, 2006 - Italia, Personale    14 Commenti

Previsioni del treno

Trenitalia?

Non che abbia finito di meditare, anzi, ma oggi ho il classico post sui disservizi di Trenitalia perché, avendo fatto l’abbonamento lunedì, avendo provato a prendere il treno per due giorni e non essendoci riuscito, scatta in automatico come il moccolo quando metti il piede su una mattonella smossa e un’onda anomala di schifo ti sommerge i pantaloni bianchi.
Potremmo fare una schedina del Tototreno sostituendo a 1, X, 2 le lettere O, R, S (Orario, Ritardo, Soppresso) ed inventare così un nuovo gioco a scommesse in cui puntare sul fatto che un treno sia in orario servirebbe solo ad aumentare la vincita qualora dovesse verificarsi l’incredibile evento. Purtroppo non esagero: martedì sera tutti i treni erano in ritardo e ieri il Regionale delle 13:11 per Firenze S.M.N che parte da Livorno era soppresso e, quindi, ho preso la macchina. Anche perché avere due ore di lezione ed arrivare con un’ora di ritardo non mi sembrava proprio ideale.
La cosa che mi fa, non dico irritare, ma quanto meno pensare è che uno paga 33,50 euri di un abbonamento mensile per un disservizio perenne che, a volte, non può nemmeno utilizzare. Poi per l’amor del cielo: se tutti i tuoi treni sono in ritardo e sali su un Intercity hanno anche la faccia tosta di farti la multa perché te hai pagato per un altro tipo di servizio (e fra Livorno e Pisa nessun treno fa fermate, quindi Regionale o IC non cambia il tempo di percorrenza), servizio che purtroppo spesso non ti danno.
Bisogna che cambi filosofia. Non devo più correre alla stazione perché altrimenti perdo il treno, lo spirito giusto è andare prevedendo che ci sarà, forse, un treno per Livorno (o per Pisa): ma non quello riportato sull’orario, potrebbe essere quello dell’ora prima che ha fatto con calma, o che ha trovato un po’ di pioggia per la strada e si è fermato per non bagnarsi. Un po’ come quando guardi il cielo per capire se è meglio prendere l’ombrello o meno: nessuno sa con certezza se pioverà, però si azzarda una previsione.
Chissà cosa mi aspetta oggi: riuscirà il nostro eroe (cioè io) a prendere il treno? Su: fate il Tototreno ché chi azzecca la schedina del giorno non vince un tubo! :D

Ci risentiamo molto presto perché ho parecchi articoli in canna. Nel frattempo meditate gente, meditate … :)

ott 8, 2006 - Diario, Personale    11 Commenti

Continuo a riflettere

In questi giorni, in cui sono stato costretto a casa dalla febbre, ho pensato. Ho pensato a tutto quello che mi è successo. All’inizio dicevo a me stesso: “Speriamo che non mi sia beccato un accidente, perché voglio non pensarci” e invece è stato bene così, è stato bene che ci abbia pensato e sarebbe stato inevitabile, perché non puoi non pensare a ciò che ti segna profondamente e non sarebbe giusto farlo. E ora che i bacilli hanno deciso di lasciarmi perdere, i miei due neuroni (sempre loro) sono finalmente diventati amici e hanno scoperto che possono portare a qualcosa di sensato se lavorano in squadra.
Ho capito quanto sia rischioso, ma nello stesso tempo fondamentale, essere coraggiosi e sinceri fino in fondo anche in quelle situazioni, soprattutto quando devi aprirti e confidare ciò che provi ad un’altra persona, in cui ti senti veramente frenato e hai paura, ma se l’interesse è davvero forte, allora vale la pena rischiare. Tempo fa non ci riuscivo, i timori prevalevano sempre. Ora mi sono reso conto di quanto sbagliassi. Garanzie non ce ne sono, mai, come non ce ne sono nella vita se non solo molto raramente, ma ci sono dei casi in cui i timori vanno messi da parte, ne vale la pena, davvero. La posta in gioco è alta, perché i sentimenti sono un turbine e dichiararli è come denudarsi di fronte ad un’altra persona, ma arriva il momento in cui bisogna farsi coraggio.
Credo che questo valga in generale, non solo in amore. A volte ti trovi di fronte a dei segnali di cambiamento e ad un bivio: rimanere quello che sei oppure tentare la nuova via. Naturalmente hai delle fittizie garanzie sulla continuità e la novità spaventa (lo fa anche a me), ma quanto conviene davvero fuggire la vita?

Temere l’amore è temere la vita, e chi teme la vita è già morto per tre quarti (Bertrand Russel)

E’ una frase molto forte, ma fa molto riflettere. Se rivelare i propri sentimenti ci pone in una condizione di totale vulnerabilità, mi sto convincendo sempre più che essa vada accettata, con tutte le relative conseguenze. Del resto, mi sto accorgendo che la massima vulnerabilità è anche la massima forza, nella vita.
Con questa citazione vi lascio pensare e vi auguro una Buona Domenica sperando di non avervi eccessivamente trifolato le palle. A presto! :)

Pagine:12»