
Non è strano che oggi, leggendo i titoli sui vostri feed reader, abbiate pensato che fossi improvvisamente diventato pazzo. La cosa buffa non è l’idea sulla mia pazzia, è solo il fatto che ve ne siate resi conto solo adesso e che vi stiate ancora chiedendo cosa abbiano a che vedere i blog con la torta di ceci, quando la risposta è ovvia ed è proprio quella che avete in mente: un bel niente.
Prima di iniziare, c’è una piccola premessa per chi non è di Livorno o, comunque, toscano: la torta di ceci è la farinata di ceci (in foto), mentre la focaccia con la torta viene popolarmente chiamata “cinque e cinque”, espressione nata nella prima metà del XX secolo ad indicare una porzione da 50 centesimi di torta e 50 centesimi di panfrancese.
L’idea di questo post è nata ieri mattina sotto la doccia, dopo aver letto i commenti al precedente articolo e un interessante intervento di Luca De Biase sui blog e sul flusso delle conversazioni, di cui vi cito qualche passaggio:
Era una fotografia. Ma in realtà sarebbe stato bello vederla come un film. Già, perché la forma delle conversazioni tra i blogger continua a cambiare seguendo il flusso delle conversazioni [...] la forza della mappa era chiarissima: anche il blog più linkato, se non partecipa alla conversazione, sembra una grossa stella isolata nel buio. Il mondo dei blog si illumina davvero quando molti parlano a molti. La lezione è semplice. I blog cambiano davvero le strutture di senso dei media [...]
Il riferimento alla blogmappa di cui vi parlavo nell’intervento precedente è chiaro e si vuole porre l’attenzione sull’innovazione comunicativa che si introduce, una forma collaborativa che si basa sull’interazione fra chi scrive e chi legge e che, magari, scrive a sua volta. Se ci pensate bene il blog è un po’ come il cinque e cinque: non ha senso se c’è solo pane o solo torta, gli ingredienti servono entrambi. E così non riuscirei ad immaginare questo contenitore di amenità senza il prezioso contributo di chi mi segue con pazienza tutti i giorni … lo stesso vale per i blog seri. Io no, non sono affatto serio, figuriamoci: non dimenticatevi che sono colui che appare in una foto con il kilt e uno sfondo dipinto e afferma (a ragione) che quello è lo scatto più serio che ha.
Nel formulare il primo calendario si doveva ben considerare che, con l’andar del tempo, questo ci avrebbe portato ad avere i lunedì e questa settimana avrò qualche impegno in più (un paio di compitini, qualche regalo da fare, una riunione di lavoro), pertanto parteciperò alla comunicazione con un po’ di ritardo, ma cercherò di farlo. Nel frattempo mi è venuta voglia di un cinque e cinque: chi viene con me a mangiarlo? A presto, comunque …