Da oggi scatta l’abolizione dei costi di ricarica e della scadenza delle schede sim qualora non siano ricaricate per un periodo superiore agli 11 mesi. Tutte le compagnie telefoniche dovrebbero aver regolarizzato le loro tariffe e la loro politica, ma … siamo sicuri? La mia esperienza diretta si ferma a Vodafone e Wind, pertanto se qualche lettore volesse parlarci di Tim e 3 è il benvenuto. E’ qualche giorno che controllo i nuovi piani Vodafone e, seppur con qualche modifica (in meglio e in peggio) ho visto che hanno abolito i costi di ricarica a tutta l’utenza, come era prevedibile visto il testo del Decreto Legge:
Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonché di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonché la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato [...]
Io rimarrò ovviamente affezionato al vecchio piano, ma non pagherò comunque più costi aggiuntivi. E Wind? Ieri sera ho visto gli ultimi raccapriccianti aggiornamenti:
Wind informa che a partire dal 4 marzo 2007 adeguerà ai sensi del D.L 7/2007 – la propria offerta commerciale come segue:
- non saranno più sottoscrivibili i piani tariffari del servizio mobile prepagato commercializzati fino alla predetta data con applicazione del contributo di ricarica;
- sono disponibili nuovi piani tariffari che non prevedono contributi di ricarica anche per tagli inferiori a 50 euro;
- i clienti Wind con piani tariffari attivati prima della suddetta data:
- che utilizzano tagli uguali o superiori a 50 euro, che già non prevedevano contributi di ricarica, potranno continuare a fruire del servizio alle condizioni preesistenti;
- che utilizzano tagli inferiori ai 50 euro e che non intendono corrispondere il contributo di ricarica possono migrare gratuitamente verso i nuovi piani tariffari richiedendo di aderire, attraverso i consueti canali, a uno dei nuovi piani senza contributo di ricarica in vigore dal 4 marzo 2007.
Morale della favola: per non far pagare i costi di ricarica Wind vuole che la sua utenza passi ai nuovi piani, ovviamente molto più cari dei vecchi, altrimenti lascerà tutto com’era prima della nuova Legge. Io non ho resistito e oggi ho chiamato il servizio clienti per avere maggiori informazioni e attenzione, chi ha un piano di quando ancora Wind conveniva, si ricordi che la sua sim scadrà dopo 11 mesi dall’ultima ricarica per la quale, chiaramente, continuerà a pagare. Vi lascio immaginare l’imbarazzo dell’operatore quando, citando il Decreto, gli dicevo che, per quanto ne capisco io, Wind non si è adeguata alle nuove normative e pertanto è “fuorilegge”; ma forse c’è ancora speranza: secondo quanto ho appreso le cose dovranno cambiare. Notizia auspicabile, visto che nonostante i sensibili aumenti, non si sono degnati nemmeno di includere un barattolo piccolo di vasellina.
Aggiornamento 6 Marzo 2007:
Wind informa che ha eliminato i contributi di ricarica per tutti i clienti e su tutti i piani tariffari. Anche utilizzando una ricarica in cui sono ancora indicati i contributi di ricarica l’intero importo sarà imputato a traffico telefonico.
Ah ecco … Ora si va più d’accordo!