Come preannunciato, ieri sono andato a Roma con un amico a gustarmi un paio di mostre che da tempo volevo vedere: “Munch 1863 – 1944” e “Capolavori del Guggenheim“.
Muniti di biglietti con promozione “Il sabato di Trenitalia”, acquistati direttamente su Internet per usufruire anche della prenotazione gratuita del posto, siamo partiti ieri mattina alle 7:06 da Livorno in modo da arrivare a Roma in tempo per andare subito al Complesso del Vittoriano ad ammirare Munch per poi proseguire, nel pomeriggio, con le Scuderie del Quirinale.
Entrambe le mostre ci hanno soddisfatto ampiamente, in quanto ci e’ stato possibile ammirare opere fantastiche che fino a ieri avevamo visto solo sulla carta stampata dei libri e delle riviste.
E’ stato emozionante trovarsi di fronte a dei dipinti di Edvard Munch tanto espressivi e forti da immedesimarti nella tensione della scena rappresentata e descritta dalle sue stesse parole.
“Non ero solo su quella sedia mentre dipingevo, erano seduti con me tutti i miei cari, che su quella sedia, a cominciare da mia madre, inverno dopo inverno, si struggevano nel desiderio del sole, finche’ la morte venne a prenderli”
“Camminavo lungo la strada con due amici – il sole tramontava – il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue – mi fermai – mi appoggiai stanco morto a un parapetto – sul fiordo neroazzurro e sulla citta’ c’erano lingue di fuoco – i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura – e sentii un grande urlo che attraversava la natura”
“Quando passeggio al chiaro di luna – tra le vecchie sculture ricoperte di muschio, che ora conosco una per una – rimango atterrito dalla mia stessa ombra – Dopo aver acceso la lampada, vedo improvvisamente – la mia ombra enorme che va dalla parte del soffitto – E nel grande specchio sopra la stufa vedo me stesso”
“Questi dipinti sono stati d’animo, impressioni della vita e dell’anima e insieme rappresentano un aspetto della battaglia tra uomo e donna chiamato amore”
Anche alle Scuderie del Quirinale abbiamo avuto modo di vedere opere stupende, fra le quali “Violino e tavolozza” di Georges Braque, esempio importante della fase analistica del cubismo, e “Donna dai capelli gialli” di Pablo Picasso.
Siamo rientrati a casa verso le 21: un po’ stanchi, ma contenti della giornata e delle opere in mostra.