Archivio per la categoria 'Humour'
Parcheggio perfetto

Quando dimenticarsi la macchina in folle senza freno a mano può riservare delle sorprese …
Cos’è la politica?
Un bambino domanda al padre: “Papà, che cos’è la politica?”.
Il padre risponde: “Io porto i soldi a casa, per cui sono il Capitalismo. Tua madre gestisce il denaro, quindi è il Governo. Il nonno controlla che tutto sia regolare, per cui è il Sindacato e la nostra cameriera è la Classe Operaia. Noi tutti ci preoccupiamo che tu stia bene, perciò tu sei il Popolo e il tuo fratellino, che porta ancora i pannolini, è il Futuro. Hai capito figlio mio?”.
Il piccolo ci pensa su e dice al padre che vuole dormirci sopra una notte.
Nella notte il bambino viene svegliato dal fratellino che piange perché ha sporcato il pannolino. Visto che non sa cosa fare va nella camera dei suoi genitori: lì c’è sua madre che dorme profondamente e non riesce a svegliarla. Così va in camera della cameriera e trova suo padre che se la spassa con lei mentre il nonno sbircia dalla finestra. Tutti sono così occupati da non accorgersi della presenza del bambino e il piccolo, perciò, decide di tornare a dormire. Il mattino dopo il padre gli chiede se ora sa spiegargli in poche parole che cos’è la politica.
“Sì! – risponde il figlio – Il Capitalismo approfitta della Classe Operaia e il Sindacato sta a guardare. Nel frattempo il Governo dorme, il Popolo è completamente ignorato e il Futuro è nella merda. Questa è la politica!”.
(via email)
Il mio Amore mi segnala questo giochino. Vi confido che al primo tentativo sono venuto 100% stupido, poi ho capito qualcosa ma non sono riuscito comunque a scendere sotto il 50%. Effettivamente sono sempre stato un mezzo idiota … 
Senza parole …
Premesso che ormai so benissimo che queste cose possono succedere solo a me (e a Davidonzo), vi volevo raccontare un paio di conversazioni che ho avuto con il call centre di un noto operatore di telefonia mobile italiano, ma che eviterò di nominare …
Zizio: Salve, ho ricevuto un sms che mi informava che non potete procedere alla verifica che vi ho richiesto a causa della mancanza di documentazione …
Operatore: Sì, ci ha inviato un documento non valido.
Z: Come sarebbe a dire che vi ho inviato un documento non valido!? Vi ho mandato la mia carta di identità!
O: Sì, ma la sua carta di identità è scaduta da un po’!
Z: No, guardi … La mia carta di identità scade fra un po’: se guarda bene sul retro vede che la data di scadenza è il 20/06/2008!
O: Mumble … Io vedo una data, ma è 20/06/2003 …
Z: E’ la data di emissione …
Un’altra volta, invece, avevo un problema tecnico:
Zizio: Salve, ho un problema. A quanto pare non ricevo gli sms … Mi stanno chiamando delle persone che dicono di avermi mandato dei messaggi in mattinata ma che a me non sono mai arrivati. C’è per caso qualche problema sulla rete?
Operatore: No no, nessun problema: è normale …
Z: Cosa è normale? Che non riceva gli sms?
O: Sì … Lei ha provato a inviarsene uno per prova?
Z: Sì, ma non mi è mai arrivato …
O: Perfetto, è tutto normale!
Z: Mi scusi, ma mi sta prendendo per il culo?
O: No no, noi garantiamo il servizio entro le 48 ore!
Z: Ah, e io che speravo che arrivassero più in fretta …
O: Le faccio un esempio così mi capisce: ha presente una strada? Se c’è traffico, ci vuole più tempo per arrivare a destinazione!
Z: Ah, ma quindi la rete è sovraccarica …
O: No, non lo so …
Z: Ma vaffan … tu tu tu
E va bene così … senza parole.
Gente con le palle
In un talk show belga, si intervista un uomo a cui hanno tolto i testicoli per errore. I commenti li lascio a voi: io mi sto ancora riprendendo. 
Itagliano del campus
Secnodo un pfrosseore dlel’Unviesrità di Cmabrdige, non imorpta in che oridne apapaino le letetre in una paolra, l’uinca csoa imnorptate è che la pimra e la ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato può serbmare mloto cnofsuo e noonstatne ttuto si può legerge sezna mloti prleobmi. Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo isineme. Cuorsio, no?
Sì, ma cazzo! Mensa si scrive con la S!
Il 9 Febbraio scorso Philip J. Fry mi aveva passato una catena: la domanda era sapere cosa faccio io quando Internet non va. Ovviamente fra influenza ed esami – anche Calcolo Numerico è andato, qui si inizia a intravedere il rischio di laurearsi – non me ne ero accorto, ma ora che l’ho visto provvedo. Poi dovrò provvedere anche a leggere cosa avete scritto di nuovo, visto che ultimamente non ne ho avuto il tempo. 
- Notato il problema, apro il pannello di amministrazione del router per vedere qual è la causa del problema. Il 99,9% delle volte non dipende da me, quindi chiamo il servizio clienti del provider sperando di trovare un operatore che abbia idea di quello che dice: “Probabilmente ha il sistema corrotto perché qui è tutto ok, se vuole le mando un tecnico ma le costa 90 euro“. M’è andata male.
- Richiamo il servizio clienti del provider, sperando di avere più fortuna: “Il tecnico precedente dice che lei ha un virus sul pc, perché non prova a usare un altro computer della sua LAN? Come dice? Non funziona? Che strano …“. Mi è riandata male.
- Chiamo mio cugino (che sta di fronte a me) e gli chiedo di controllare la sua connessione e di provare a chiamare il servizio clienti nella speranza che abbia più fortuna di me.
- Mi dedico ad attività di vario genere: se è l’ora della doccia mi doccio, se è l’ora di andare a Pisa vado a Pisa, se ho qualcosa da fare lo faccio e, se proprio non ho altro da fare, guardo la posta … Ah già, no: Internet non va.
- Richiamo il servizio clienti del provider: “Guardi le lei ha già chiamato tre volte e le sono già state delle risposte!“. “Sì: ma erano stronzate!“. Uh, come per magia Internet è tornato a funzionare … E nessuno ha toccato nulla.
Ovviamente questo è un articolo fra il serio e il faceto. Ho chiaramente un sacco di cose da fare anche quando Internet non va e non sempre ho il tempo di tartassare gli operatori, ma purtroppo le parti di conversazione riportate si basano su fatti realmente accaduti … 
Parcheggio (quasi) perfetto
A proposito di quelli che quando i parcheggi non vengono, non vengono, guardate questo video perché è fantastico. Non riesco a commentarlo ulteriormente perché sto ridendo e affogo nella mia tosse, pertanto lascio a voi il compito. Sì lo so, sono un pezzo di mota, ma come faccio a non ridere? E’ tutta colpa di Giovy, ve lo dico …
Un articolo veloce, fra le pagine di calcolo numerico, per presentarvi un titolo che posterò anche su Qualcuno volò sul nido del culo, non appena Blogger mi consentirà di fare il passaggio alla nuova versione:
La storia di un uomo, la cui idilliaca esistenza è stata brutalmente sconvolta dalla ferocia degli invasori, che si trova costretto ad intraprendere un viaggio pieno di pericoli, dove paura e oppressione fanno da padroni e dove ad attenderlo ci sarà una fine straziante. Quando gli eventi precipitano, quest’uomo, ormai disperato e spinto dall’amore che nutre per la sua donna e la sua famiglia, tenterà di tornare a casa per riuscire a salvare il suo mondo e il suo ghiacciolo al limone: “Apocalippo”
V.M. 14
Buona visione e … occhio ai bimbi: dice c’è pieno di sbudellamenti!
A presto! 
Messaggistica murale
Il post di oggi è dedicato ai “graffiti” sui muri della mia città. Perché dedicargli un articolo? Perché alcuni hanno qualcosa di speciale, rispecchiano l’immediatezza di quella saggezza popolare che ci appartiene e, difatti, è stato creato un apposito thread su Flickr nel gruppo di Livorno per raccoglierli. Chi scrive deve farlo con attenzione, altrimenti finisce come le tre ragazzine che sono state portate in questura e hanno rischiato una denuncia per atti vandalici (aprendo un blog si scrive quello che si vuole, non si imbrattano i muri e non si rischia), ma ci sono personaggi “famosi” che lasciano ormai messaggi da venti anni e non si sono mai fatti sorprendere.
Uno di questi è Zeb, che io mi ricordo praticamente da sempre e che, difatti, ha festeggiato a modo suo il ventennale proprio nel 2006.
Altra scritta famosa è questa, all’esterno del Cinema Dessé, che è piaciuta così tanto da diventare una cartolina pubblicitaria.
E, per finire questa brevissima rassegna, una denuncia della lentezza con cui la Motorizzazione Civile svolge il suo lavoro:
Non si legge benissimo, ma recita: Mi serve la patente, o ca’ate! Chiaro segnale di colui che non ne può più di aspettare.
Se volete farvi delle grasse risate, vi consiglio di non perdere il thread di cui parlavo prima, perché questi sono solo alcuni esempi che dimenticano altre frasi famose come quella, poi cancellata, che fuori dal “Centro Donna” avvertiva: Centro Donna, Cesco Uomo.
Prima di darvi appuntamento alla prossima puntata, volevo informarvi che il feed degli articoli è stato rediretto su FeedBurner e che è ora possibile iscriversi alla newsletter di Zizio.it per ricevere ogni giorno i nuovi post nella casella di posta elettronica.
Buon divertimento e … a presto! 









