Archivio per la categoria 'Personale'
Dopo un periodo di assenza ingiustificata eccomi di nuovo su questi lidi. Il silenzio dei mesi precedenti ha visto qualche novità per la mia persona che avremo modo di discutere in futuro sulle pagine di questo blog e che mi ha reso molto felice.
Nel frattempo, sto cercando di organizzarmi per tornare a seguire le attività online di una volta con una certa continuità e spero di riuscire a ottenere dei risultati soddisfacenti creando così per voi un motivo per tornare a leggermi.
Nel frattempo non mi resta che augurarvi una Buona Domenica! A presto! 
Contraddizioni
Sulla scia informativa circa la prevenzione dell’influenza A, ormai da un po’ di tempo la mia facoltà è stata tappezzata di fogli che consigliano di lavarsi spesso le mani con il sapone. Da altrettanto tempo è sparito il sapone da tutti i bagni. A questo punto mi verrebbe da chiedere spontaneamente e non senza rispetto a chi dirige il polo: “Ci state prendendo per il culo?”.
Festival della Creatività
Sabato scorso ho avuto l’occasione di passare una splendida giornata a Firenze insieme alla mia Dolce Metà: la meta principale era il Festival della Creatività. Sinceramente non avevo dato molto peso all’evento fino a che, come collaboratore di Fotolia, sono stato invitato a visitare lo stand che avevano allestito insieme ai Grafici Creativi.
Vi dirò, in tutta sincerità, che il Festival in sé non mi ha appassionato al 100%. Mi ha colpito l’osservazione di un visitatore che notava – a mio avviso giustamente – che ci fossero “più aziende che creatività”, ma nei padiglioni dove c’era del creativo la cosa si faceva davvero interessante. E così abbiamo seguito un interessantissimo workshop dei Grafici Creativi sulle tecniche di fotoritocco in PhotoShop e, se avessimo potuto essere lì per tutta la durata dell’evento, sarebbe stato interessante assistere a qualche laboratorio di illustrazione, un campo per me sconosciuto ma nel quale mi piacerebbe avventurarmi.
Sono stato felicissimo, poi, di conoscere di persona Lisa Sallusto, manager di Fotolia Italia, con la quale avevo fino ad oggi avuto contatti solo tramite forum. E’ stato davvero interessante parlare di fotografia stock e ricevere consigli per proseguire in questa attività che ho cominciato da poco ma che mi diverte e mi affascina allo stesso tempo. Insomma, un incontro piacevole, divertente e conclusosi con un regalo di Lisa: la mitica maglietta di Fotolia!
Purtroppo però il tempo è passato in fretta: giusto il tempo per fare due passi in città, scattare qualche foto (come quella che fa da copertina a questo articolo) e tornare alla stazione dove ci attendeva il regionale che ci avrebbe accompagnato a Livorno.
Alla prossima! 
Giustificazioni
Io non sono ritardatario, sono solo diversamente puntuale. Sappiatelo!
Attraversamento pedonale
Quando il traffico non è regolato da agenti o da semafori, i conducenti devono dare la precedenza, rallentando e all’occorrenza fermandosi, ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali. I conducenti che svoltano per inoltrarsi in un’altra strada al cui ingresso si trova un attraversamento pedonale devono dare la precedenza, rallentando e all’occorrenza fermandosi, ai pedoni che transitano sull’attraversamento medesimo, quando ad essi non sia vietato il passaggio.
Se lo ricordi il motociclista che ha accelerato mentre stavo attraversando e che, frenando solo un attimo prima di investirmi, ha avuto anche il coraggio di urlare: “Che cazzo fai!”. Lui a me.
Stanchezza
Avrei bisogno di una fase di letargo e di prendermi un periodo di vacanza: da quando ho ricominciato i corsi non ho più un secondo libero. Ho lezione dal lunedì al venerdì, studio negli altri momenti e, se proprio riesco a ritagliarmi uno spazio nel fine settimana, questo si riduce al pomeriggio della domenica. Niente di più. E non può che essere così, se voglio specializzarmi.
Mai come ora si è rivelato utile il mio portatile: lo uso per qualsiasi cosa e, paradossalmente, vedo più le email del cellulare che rimane nella borsa senza suoneria fino a che, prima di andare a letto, mi ricordo che c’era anche lui con me.
E se a tutto questo aggiungete lo status di pendolare sulle nostre ferrovie … La miscela diventa davvero esplosiva!
Tanto tempo fa
Una vecchia macchina fotografica di mio nonno, risalente ai tempi in cui la fotografia digitale era ancora fantascienza.
Retromarcia
All’uscita di un parcheggio, in fila per entrare in strada.
La macchina davanti – una Fiat Panda – accelera per immettersi, inchioda, mette la retromarcia e mi tampona all’indietro.
Un signore anziano scende, guarda le macchine, guarda me: “Eh, giovane, io non lo vorrei dire … Ma te non rispettavi la distanza di sicurezza!”.
Non lo dica … Che è meglio!
Questo post riprende il precedente articolo datato 8 Dicembre: L’odissea dello Skype Shop.
Dopo essere riuscito ad ottenere il rimborso di 129 euro per il telefono, adesso la diatriba si è spostata sul rimborso delle spese di spedizione (40 euro) tramite bonifico bancario che, stando a quanto l’assistenza clienti Skype afferma, è stato emesso la settimana prima di Natale. Sul mio conto, però, non compare alcun accredito, se non un bonifico partito da PayPal il 7 Gennaio e regolarmente registrato. Prima di lamentarmi per l’ennesima volta con Skype, ho deciso di rivolgermi alla mia banca per avere informazioni a riguardo e mi hanno consigliato di chiedere all’assistenza clienti la ricevuta del bonifico sulla quale è presente un codice identificativo (swift per i bonifici esteri) con il quale è possibile vederne lo stato e gli eventuali errori, ritardi, etc. Ho mandato, quindi, una email e ho atteso una risposta. Guardate cosa mi è arrivato otto giorni dopo:
Gentile Sig. Giacomo,
Grazie per aver contattato il Skype Shop.La società che si occupa delle transazioni ci ha comunicato che per questo tipo di rimborsi non vi è un codice identificativo, trattandosi di bonifici.
La preghiamo di faxare o inviare tramite posta una copia dell’estratto conto affinché possiamo verificare per lei. Le informazioni non inerenti
al prodotto/addebito possono essere escluse.
Rileggiamola con attenzione. La società che si occupa delle transazioni comunica che non vi è un codice identificativo per i bonifici: falso. Fra l’altro mi chiedo: una azienda che manda dei soldi, non dovrebbe avere traccia del movimento ed essere capace di seguirlo? C’è una soluzione però: posso sempre inviare per fax il mio estratto conto (e la privacy?), escludendo le informazioni che non siano relative al loro bonifico (che sul mio conto non figura, altrimenti non sussisterebbe il problema).
Morale della favola, a quanto mi par di capire, loro vorrebbero una pagina bianca con il logo della mia banca e grazie a questo potrebbero controllare lo stato del bonifico che loro hanno emesso.
Ma anche no, direi … O mi sfugge qualcosa?
Update 25/01/2009: E’ successo l’incredibile! Ho ricevuto i 40 euro di rimborso! E, al contrario di quel che avevano detto, il problema era che non avevano ancora effettuato il bonifico.
Gentile Sig. Giacomo,
Grazie per aver contattato il Skype Shop.
Il nostro dipartimento é stato in grado di fornirci la data esatta del rimborso, che sará completo (data di valuta) il 23/01/09.
Che dire? C’hanno provato, non c’è dubbio!
Annuncio ritardo
Così inizia quella malefica voce che ti informa che il tuo treno, che sarebbe dovuto partire a breve, arriverà … forse, ma non quando ti saresti aspettato. Dieci minuti che diventano mezz’ora e passano come niente a cinquanta minuti, mentre te sei lì tutto imbacuccato che ammazzi il tempo scuotendo l’ombrello e camminando su e giù in attesa che la vocina ti informi che il tuo treno sta arrivando. Vana speranza, perché la voce ti informa sì, ma che non sei l’unico malcapitato: è in ritardo anche un altro regionale, un intercity, un altro regionale e poi un altro ancora, mentre ti chiedi se la sfiga ha colpito tutti i convogli e hanno deciso di guastarsi all’unisono oppure se Trenitalia è alla frutta, oppure entrambe le cose insieme con un mix di disorganizzazione tanto per amalgamare il tutto e dargli quel sapore così italiano che solo qui si può assaporare. Ti guardi intorno e i binari sono vuoti. Timido, un treno merci che avevano dato in transito sul binario 4 si ferma un po’ per fare compagnia ai viaggiatori che, nell’attesa, iniziano a scomodare qualche santo. Arrivano le prime motivazioni metafisiche: a due regionali si è guastato il locomotore (la sfiga), un altro è in ritardo perché il treno – di Trenitalia, precisano – che è partito prima si è guastato (la cazzata), un altro invece causa ritardo nella preparazione del treno (bravi!) e poi basta … Niente più scuse metafisiche, forse perché si rendono conto che è meglio tacere.
E quando il primo treno utile arriva, dopo molto tempo e dopo molti santi scomodati, ecco che tutti ci si fiondano: modalità carro bestiame. E via: piano piano verso casa, mentre le macchine ti sfrecciano accanto a 70 km/h e spariscono nel buio.
Siamo un grande Paese: è ora possibile andare da Roma a Milano in tre ore e mezzo. Quasi lo stesso tempo che un pendolare impiega per fare poche decine di chilometri.
La frecciarossa nasce per fare concorrenza all’aereo, no? Allora, vi prego, spiegatemi a che caspita fanno concorrenza i treni regionali, perché non riesco a capirlo!
Ci scusiamo per il disagio …






