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Ambiente? ‘ndu culo!
Stasera, di ritorno dalla solita giornata sfiancante, mi sono messo a leggere qualche notizia sul web. Lo faccio tutti i giorni, non avendo modo di guardarmi con calma i giornali o di stravaccarmi davanti alla tv per vedere il tg. E cosa vedo? L’ennesima trovata del Governo! Questa volta la vittima è l’ambiente e, di conseguenza, tutti noi. In parole povere, secondo vari esponenti dell’attuale maggioranza, i cambiamenti climatici non esistono e anche se ci fossero, non farebbero altro che bene! E poi chi l’ha detto che il riscaldamento globale sia da attribuire proprio all’anidride carbonica di emissione antropica? Non so: la colpa potrebbe essere delle scorregge delle mucche o dei rinoceronti, che sono belli grossi e ad esalazioni probabilmente contribuiscono.
Purtroppo temo che, se non ci rendiamo conto che l’ambiente è un bene comune che va salvaguardato seriamente, di qui a poco ci troveremo in un mondo invivibile, vittima di una specie che credeva di poter distruggere il proprio habitat naturale senza avvertirne le ripercussioni. Ma in fondo, finché qualcuno ci guadagna, il problema sarà di qualcun’altro …
Se non credete a quello che dico, date un’occhiata all’articolo di Repubblica.it e poi fatemi sapere che ne pensate: io sono “allibito”.
Italia Wave 2008 è ormai passata, ma l’eco di questi giorni lascia molto amaro nella bocca di chi ha partecipato e collaborato alla buona riuscita della manifestazione. Non tanto perché la critica non sia ben accetta, anzi, a mio avviso è fondamentale, ma perché pare che l’unico fatto sia che Italia Wave a Livorno “non s’ha da fare, né domani né mai”. Ed è questo, purtroppo, lo spirito con cui si interviene contro l’evento.
Io sono un giovane venticinquenne e c’ero: sono stato al Main Stage per tutta la durata del Festival e sono rimasto allibito nel leggere quello che si è detto. È probabilmente vero che alcune cose siano da rivedere, ma non è giustificabile lo spirito disfattista con il quale molti si sono scagliati contro la manifestazione, che è stata fatta apparire come qualcosa di mostruoso che si aggirava per la città. Chi era presente avrà visto le coppie con i bambini, felici di ascoltare un po’ di buona musica dal vivo e di trascorrere qualche serata piacevole e diversa dal solito; saprà anche che l’allarme sicurezza non c’è stato e che gli interventi dei sanitari e delle forze dell’ordine (pochi, per fortuna, in confronto al numero di partecipanti) sono quelli “normali” durante gli eventi di tale dimensione. Sì, è vero: qualcuno ha sbagliato e ha esagerato con l’alcool, ma se vogliamo parlare di disordini, basta guardare la cronaca del nostro lungomare durante il fine settimana, senza scomodare Italia Wave.
Certo, poteva andare meglio: l’apertura è stata danneggiata dall’assenza dei Verve (la serata è stata resa ad ingresso gratuito e i biglietti rimborsati), ma il tutto esaurito per i Chemical Brothers indica che una risposta del pubblico c’è stata e che ci sono i presupposti per organizzare qualcosa di maggiore successo per i prossimi anni, con la collaborazione di tutti. E poi, oltre ai “big”, vale la pena menzionare anche tutti quei gruppi che, pur essendo meno famosi hanno avuto modo di esibirsi facendo ascoltare della musica di alto livello sia sul Main Stage, sia sugli altri palchi alcuni dei quali ad accesso gratuito e non possiamo, infine, non ricordare i successi ottenuti alla Fortezza Vecchia da Elettrowave e da Cultwave, dove si è tenuto anche l’interessantissimo incontro con Marco Travaglio.
Sinceramente non capisco il perché dell’astio di molti: io penso che questi siano eventi che dovrebbero essere incentivati sia dalla politica sia dalla cittadinanza. Qualsiasi livornese, di destra o di sinistra, più o meno giovane dovrebbe aver piacere nel vedere la propria città aperta, con iniziative di un certo interesse anche culturale (non dimentichiamoci che Italia Wave non è stata solo musica).
Mi auguro che in futuro la nostra città possa ospitare altre manifestazioni di tale calibro e che anche le analisi che ne seguiranno siano il più obiettive possibile.
Arrivederci Italia Wave!
Il Nano-incubo infinito

Sono senza parole! Ancora incredulo e preoccupato per quello che è successo: mi aspettavo un quasi pareggio e invece l’Italia è tornata in mano ad un gruppo di mafiosi e condannati (Se li conosci li eviti). Purtroppo torneranno le leggi ad personam, le brutte figure a livello internazionale, la censura nei confronti di chi non è in linea con il Suo pensiero, etc. E io sono stanco. Sono stanco di un Paese che continua a dare fiducia a questa gente, stanco di una Nazione sorda di fronte a fatti che sono davanti agli occhi di tutti. E questa volta sono anche preoccupato per il successo della Lega: partito rappresentante di quell’Italia xenofoba e intollerante che evidentemente è in crescita (e la Sinistra di colpe ne ha tante, intendiamoci). Adesso nella coalizione non c’è nemmeno più quel centro che fungeva da freno: ora hanno larga maggioranza e possono fare senza problemi tutte le porcate che vogliono.
Gli Italiani mi hanno stupito: pensavo che dopo gli attacchi al Presidente della Repubblica, le minacce a Vespa di fargli perdere il posto di lavoro qualora lo avesse contraddetto, le sparate a favore di Dell’Utri e chi più ne ha più ne metta, qualcuno si fosse insospettito e invece … A questo punto mi domando cosa avrebbe dovuto fare per non farsi votare, ma è una domanda inutile. Il fatto è che la macchina democratica ha funzionato, gli Italiani hanno scelto e Berlusconi governerà.
Scusate ma mi sento molto a disagio: vivere dove chi ha la fedina penale sporca ha problemi a lavorare in un ufficio pubblico ma può sedere in Parlamento e ci va con la maggioranza dei voti è per me diventata una situazione insostenibile, ma evidentemente sono in minoranza. Andrò a vivere all’estero: in un Paese civile.
Addio, Italia!
Borborigmi elettorali
E domani è il “gran giorno”: quello in cui molti di noi andranno ad esprimere di nuovo la propria preferenza e quello in cui molti altri rimarranno a casa schifati dallo scenario politico italiano. Sinceramente li capisco e se la loro scelta è ponderata non me la sento di biasimarli più di tanto. Personalmente andrò a votare e non perché sia soddisfatto dei nostri politici, ma perché credo che non votare sia uno sbaglio. A buona parte di questa gente non importa un accidente se le persone votano o no: a loro basta vincere le elezioni e farsi i propri comodi. Avrò la brutta sensazione di votare il “meno peggio”, ma non me la sento di far decidere il futuro del Paese solo all’elettorato non critico, cioè a coloro che mettono una X senza sapere quello che stanno facendo: sordi di fronte ai problemi con la giustizia di certi personaggi, sordi di fronte ai problemi che alcune scelte potrebbero portare, etc. Purtroppo quel tipo di elettorato ci sarà sempre.
L’avete vista anche voi la campagna elettorale, no? Sono anni che predicano e che sparano promesse materialmente infattibili nella realtà. Sono anni che giocano allo scarica barile e si rimbalzano le colpe per i problemi italiani invece di prendersi ognuno le proprie responsabilità (perché le hanno tutti). C’è qualcuno che crede ancora a quello che dicono?
Io sono giovane e dovrei viverci in questo Paese, ma più che passa il tempo e più mi chiedo se non convenga davvero andarsene …
Test politici domenicali
In questa domenica di sole e di rincoglionimenti dovuti al cambio dell’ora, pubblico i risultati di un paio di test “politici” che ho racimolato in rete, il seguente dei quali via davidonzo. E voi dove siete? 
Ditemi che non è vero …
… vi prego!
Cos’è la politica?
Un bambino domanda al padre: “Papà, che cos’è la politica?”.
Il padre risponde: “Io porto i soldi a casa, per cui sono il Capitalismo. Tua madre gestisce il denaro, quindi è il Governo. Il nonno controlla che tutto sia regolare, per cui è il Sindacato e la nostra cameriera è la Classe Operaia. Noi tutti ci preoccupiamo che tu stia bene, perciò tu sei il Popolo e il tuo fratellino, che porta ancora i pannolini, è il Futuro. Hai capito figlio mio?”.
Il piccolo ci pensa su e dice al padre che vuole dormirci sopra una notte.
Nella notte il bambino viene svegliato dal fratellino che piange perché ha sporcato il pannolino. Visto che non sa cosa fare va nella camera dei suoi genitori: lì c’è sua madre che dorme profondamente e non riesce a svegliarla. Così va in camera della cameriera e trova suo padre che se la spassa con lei mentre il nonno sbircia dalla finestra. Tutti sono così occupati da non accorgersi della presenza del bambino e il piccolo, perciò, decide di tornare a dormire. Il mattino dopo il padre gli chiede se ora sa spiegargli in poche parole che cos’è la politica.
“Sì! – risponde il figlio – Il Capitalismo approfitta della Classe Operaia e il Sindacato sta a guardare. Nel frattempo il Governo dorme, il Popolo è completamente ignorato e il Futuro è nella merda. Questa è la politica!”.
(via email)
A letto i briài
Ovvero: a letto gli ubriachi.
Liberalizzazioni, “fase 2″ e i tempi del Partito Democratico. Se ne parla il 20 dicembre, a “Otto e Mezzo” su LA7 alle ore 20:30.
Ospite il vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli e, in collegamento da Bologna, il politologo Angelo Panebianco.
Dopo aver visto per caso cinque minuti di trasmissione, il mio dubbio esistenziale è: ero allucinato io, o Rutelli durante il dibattito sorseggiava vino? Peccato non avere né foto né video …
Gabibbo, aiutaci te! 
Speroni, fuori dai coglioni!
Vince il fronte del NO al Referendum costituzionale a cui, pur non essendo obbligatorio il quorum, partecipa il 52,3% degli Italiani: 61,3% i contrari, 38,7% i favorevoli.
Le reazioni del mondo politico non si sono fatte attendere; l’europarlamentare leghista Francesco Speroni commenta così i risultati:
“Gli italiani fanno schifo e l’Italia fa schifo perchè non vuole essere moderna. Hanno vinto quelli che vogliono vivere alle spalle degli altri” (Corriere.it)
E ancora:
“Fanno schifo. Il sì ha vinto a Varese e in Lombardia, almeno quello … ma i lombardi sono dei cagasotto, non prenderanno mai le armi, resteremo schiavi di Roma anche in futuro. Del resto, con tutti i terroni e le mangiatoie a ufo che ci sono in questo paese, c’era da aspettarselo. Il Nord che produce ha comunque dimostrato di volersi liberare, mentre il resto del paese lo vuole tenere schiavo e sfruttare” (Varese News)
Forse a questa gente sfugge un particolare importante: ognuno di noi ha delle idee che manifesta liberamente tutti i giorni e, a maggior ragione, quando si trova a dover esprimere la propria opinione su un argomento. Le idee si possono non condividere, ma comunque devono essere rispettate: dire che gli Italiani fanno schifo o che sono dei coglioni perché hanno idee diverse dalle tue è, a mio modestissimo avviso, un comportamento miserabile.
Cari politicanti profumatamente stipendiati dal popolo italiano, qui siamo in Democrazia e ci sono delle regole da accettare e rispettare: se la cosa vi fa schifo perché non lasciate le poltrone e vi levate dai coglioni?
Scrutinio elettronico
Oggi si voterà fino alle 15, poi sapremo quale sarà il prossimo Governo. Io ho deciso di non lanciarmi in pronostici, anche perché fin che non vedo non credo e quindi preferisco attendere con ansia i dati finali ufficiali. Mi auguro che tutto proceda con regolarità, anche se lo scrutinio elettronico mi lascia ancora un po’ perplesso. Di seguito inserisco un’immagine che riassume i vari passaggi (fate click sull’immagine per ingrandire):
A mio avviso, ci sono tre motivi principali per manifestare dei dubbi sull’efficienza di tale sistema: il primo nasce dal fatto che la gestione di questa sperimentazione – costosa, fra l’altro – sia stata affidata con trattativa privata e senza appalto pubblico a quattro società, di cui 3 multinazionali estere, in una delle quali lavora anche il figlio del Ministro Pisanu. Il secondo motivo riguarda, invece, i vari passaggi che i dati effettuano: con lo scrutinio elettronico si evita il lavoro di consolidata efficienza di Prefetture e Viminale, poiché per le quattro regioni sperimentatrici (circa 12.000 sezioni in Liguria, Lazio, Puglia e Sardegna) i dati saranno gestiti e diffusi direttamente dal Dipartimento Innovazione (Ministro Stanca) della Presidenza del Consiglio. Detto in altro modo, lo scrutino tradizionale e quello elettronico andranno di pari passo, ma le Prefetture dovranno diffondere solo i dati che arriveranno dal Dipartimento dell’Innovazione della Presidenza del Consiglio e non quelli raccolti tradizionalmente che saranno utilizzati solo “ove la Direzione centrale dei servizi elettorali dovesse ritenerlo opportuno”. Proprio a questo proposito, manifesto la mia terza perplessità: il decreto legge recita che, in caso di discordanze tra i due conteggi in parallelo, il Presidente del seggio “senza procedere ad ulteriori verifiche, provvede agli adempimenti previsti dalla legge, tenendo conto dei risultati riportati sulle tabelle di scrutinio cartacee” e, difatti, varie fonti hanno riferito che gli operatori informatici abbiano ricevuto indicazioni per far coincidere comunque, anche in caso di errori delle procedure elettroniche, i risultati dello scrutinio elettronico con quelli dello spoglio cartaceo. Se, quindi, per queste Elezioni la prevalenza dello scrutinio manuale fornisca comunque qualche garanzia, una eventuale assicurazione sulla coincidenza dei dati elettronici – anche se conseguente a manipolazione degli operatori informatici – potrebbe porre le basi per un’estensione delle procedure di voto elettronico nelle prossime consultazioni nonostante la necessità di effettuare verifiche più attente e approfondite visto che né il Governo né le aziende coinvolte nella sperimentazione hanno fornito il codice sorgente dei programmi utilizzati, spiegato nei dettagli le procedure di acquisizione dei dati e quanto i risultati siano effettivamente manipolabili, etc.
Morale della “favola” io non mi stupisco se, con tanta ambiguità per delle procedure di tale impatto democratico per il Paese, regni un forte scetticismo verso questa forma sperimentale.
Fonti:
- l’Unità (28/03/2006)
- email di Emmanuele Somma (06/04/2006)






