Libere ispirazioni

Qualche giorno fa, guardando questo video molto carino su YouTube, vengo a conoscenza di un gruppo australiano: i Sick Puppies. La canzone che fa da colonna sonora al cortometraggio è All The Same e, leggendo Wikipedia, apprendo che hanno fatto una cover in stile post-grunge/nu metal di Say My Name delle Destiny’s Child. Ascoltando il pezzo, però, mi viene da cantare Brain Stew dei Green Day. Sempre dall’enciclopedia libera scopro che Brain Stew faceva parte dell’album “Insomniac” del 1995, mentre Say My Name vede la luce alla fine del 1999 (e quindi la cover sarà successiva).
Ora: io potrò anche sbagliarmi sui dati che ho riportato, ma che il tema principale della cover del gruppo australiano sia molto simile (per non dire identico) a quello della canzone dei Green Day mi pare palese, come palese mi pare chi si sia ispirato a chi, viste le date.
Per darvi un’idea, vi ho messo un file audio in cui ho mixato qualche secondo di Destiny’s Child – Say My Name, Sick Puppies – Say My Name, Green Day – Brain Stew (in sequenza). Chiaramente non è mia intenzione violare il copyright, ma solo dare un’idea di quello che dico con una prova audio.
Che ve ne pare?

Buon fine settimana a tutti e a risentirci alla prossima puntata … :)

Prezzi pazzi

Prezzi pazzi

I prezzi della benzina sono ormai fuori controllo, non c’è che dire …

Questa foto l’ho fatta sull’Aurelia a Pisa, ieri pomeriggio mentre andavo a lezione. Vediamo quanto ci mettono ad accorgersi cosa hanno scritto sul cartello … :D

Sfiga all’OK Corral

Sfiga all'OK CorralIeri, leggendo un post di Maxime dal titolo “Elucubrazioni Cinematografiche“, ho rispolverato uno di quei libri che avevo da tempo, ma che mi ero dimenticato di avere: Sfiga all’OK Corral. Edito da Einaudi e disponibile anche su BOL, nasce con lo spirito di giocare sui titoli di film (e non solo). Per dirlo in altre parole è:

Un libro che è un gioco. In una serata tra amici si possono reinventare pagine e pagine della cinematografia mondiale (e poi della letteratura, del teatro, della musica, dell’arte), modificando una e una sola lettera dei titoli originali. Chi è l’interprete di Io sono un antartico? Che romanzo è L’uovo senza qualità? E come suonerà la melodia di Eleanor Rugby? Si parte da una definizione, per esempio, «vietata l’autopsia» ed ecco il film Non aprite quella morta. Oppure «stupido d’un felino» ed ecco il romanzo Il gatto tardo. Il libro vorrebbe restituire l’atmosfera del gioco collettivo che Paolo Conte ha definito genialmente La grande allusione. Un gioco che è una storia da cinema: dalla prima scena all’ultimo fotogramma, gli interpreti sono i tanti lettori della rivista telematica «Golem» che hanno inviato le loro proposte e hanno preso parte al gioco, con la partecipazione di Roberto Benigni, Umberto Eco, Paul Auster, con i Cinque Compari in primo piano, con la consulenza sui titoli porno di Aldo Nove, le riduzioni televisive di Aldo Grasso e di Fabio Fazio, le scene dallo stadio di Gianni Mura, il catering poetico di Alessandra Berardi, le immagini a cura degli Eredi Brancusi, la colonna sonora con musiche di Nicola Piovani, Paolo Conte, Tommaso Labranca Human Jukebox Service, Francesco Guccini e Carlo Boccadoro.

Ed è proprio con lo spirito di gioco collettivo che, grazie all’iniziativa di Maxime (che ringrazio per avermi invitato a contribuire), nasce Prossimamente: un blog in cui tutti possono segnalare i propri titoli e vederli pubblicati. Che altro dire? Buon divertimento! :D

Dé!

Chi non è di Livorno, ma è a contatto con noi Livornesi, si sarà sicuramente chiesto che cosa significhi e perché se ne faccia un uso così massiccio. Per spiegarvi la cosa, ricorro di nuovo al vocabolarietto del Vernacoliere per i più Pisani:

Dé! – E’ la tipica esclamazione livornese, usata in ogni occasione: come introduzione a un discorso (Dé, ero lì che camminavo, mi son sentito strattonà…), come rafforzamento nel discorso (sicché n’ho detto stronzolo e lui dé, s’intendeva di brontolà…), a conclusione (e io n’ho ridetto stronzolo e l’ho picchiato bene-bene, dé!), in rafforzamento d’altra esclamazione (boia dé!) o d’un aggettivo (bello, dé!) o d’un sostantivo (che casa, dé!) e in qualunque altra occasione un livornese abbia a far capire d’esser livornese.

Anche non volendo è un’esclamazione che parte in automatico e non c’è da stupirsi se un Livornese qualsiasi (in questo caso io), cercando di estrarre dai miei due neuroni tutte le conoscenze di analisi per rispondere ad una domanda della Prof., sventolando bandiera bianca, esclamassi convinto: “Dé! Boh!?“. Chiaramente, ora, dopo aver studiato analisi per un anno (e non avendo ancora passato l’esame) alla stessa domanda risponderei con un certo stile, ma questa è un’altra storia … :D

E insomma, dopo questa piccola parentesi di livornesità, sarà anche il caso che mi muova e che combini qualcosa di utile che oggi pomeriggio ho lezione dalle 2 alle 6 (oioi dé!) e dovrò pranzare prima di uscire di casa: lo so che non ci crederete, ma oggi mangio ad un’ora normale. Incredibile, vero? :)

Orario intelligente

Alias Mission Impossible.
Sto provando a farmi un orario universitario intelligente per questo semestre, ovvero che mi permetta di seguire i corsi che devo, ma senza stazionare a Pisa come ho fatto ultimamente e che mi lasci tempo per studiare a casa. Forse una via la trovo, ma devo andarci piano ché ho il secondo neurone buggato e quando deve elaborare troppi dati mi va in blocco e non capisco più … mumble … capisco meno del solito. :D
Mentre io sono qui che sistemo le materie e prima di andare in officina (oggi mi tocca, sì), volevo farvi vedere due video scoperti via SKY TG24 Reporter Diffuso che piaceranno sicuramente a chi ama la musica in generale e la batteria in particolare. Quello che segue è un bambino di appena quattro anni: mi piace troppo perché lui si diverte come un pazzo e ci sa andare veramente bene.


Il prossimo, invece, ha sette anni e, come vedrete, esubera! :D

Che ne pensate? A prestissimo con nuovi aggiornamenti … :)