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C'e' tanta ignoranza

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Nettuno

Sabato scorso ho avuto l’occasione di passare una splendida giornata a Firenze insieme alla mia Dolce Metà: la meta principale era il Festival della Creatività. Sinceramente non avevo dato molto peso all’evento fino a che, come collaboratore di Fotolia, sono stato invitato a visitare lo stand che avevano allestito insieme ai Grafici Creativi.
Vi dirò, in tutta sincerità, che il Festival in sé non mi ha appassionato al 100%. Mi ha colpito l’osservazione di un visitatore che notava – a mio avviso giustamente – che ci fossero “più aziende che creatività”, ma nei padiglioni dove c’era del creativo la cosa si faceva davvero interessante. E così abbiamo seguito un interessantissimo workshop dei Grafici Creativi sulle tecniche di fotoritocco in PhotoShop e, se avessimo potuto essere lì per tutta la durata dell’evento, sarebbe stato interessante assistere a qualche laboratorio di illustrazione, un campo per me sconosciuto ma nel quale mi piacerebbe avventurarmi.
Sono stato felicissimo, poi, di conoscere di persona Lisa Sallusto, manager di Fotolia Italia, con la quale avevo fino ad oggi avuto contatti solo tramite forum. E’ stato davvero interessante parlare di fotografia stock e ricevere consigli per proseguire in questa attività che ho cominciato da poco ma che mi diverte e mi affascina allo stesso tempo. Insomma, un incontro piacevole, divertente e conclusosi con un regalo di Lisa: la mitica maglietta di Fotolia!

Purtroppo però il tempo è passato in fretta: giusto il tempo per fare due passi in città, scattare qualche foto (come quella che fa da copertina a questo articolo) e tornare alla stazione dove ci attendeva il regionale che ci avrebbe accompagnato a Livorno.

Alla prossima! :D

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Italia Wave 2008 è ormai passata, ma l’eco di questi giorni lascia molto amaro nella bocca di chi ha partecipato e collaborato alla buona riuscita della manifestazione. Non tanto perché la critica non sia ben accetta, anzi, a mio avviso è fondamentale, ma perché pare che l’unico fatto sia che Italia Wave a Livorno “non s’ha da fare, né domani né mai”. Ed è questo, purtroppo, lo spirito con cui si interviene contro l’evento.
Io sono un giovane venticinquenne e c’ero: sono stato al Main Stage per tutta la durata del Festival e sono rimasto allibito nel leggere quello che si è detto. È probabilmente vero che alcune cose siano da rivedere, ma non è giustificabile lo spirito disfattista con il quale molti si sono scagliati contro la manifestazione, che è stata fatta apparire come qualcosa di mostruoso che si aggirava per la città. Chi era presente avrà visto le coppie con i bambini, felici di ascoltare un po’ di buona musica dal vivo e di trascorrere qualche serata piacevole e diversa dal solito; saprà anche che l’allarme sicurezza non c’è stato e che gli interventi dei sanitari e delle forze dell’ordine (pochi, per fortuna, in confronto al numero di partecipanti) sono quelli “normali” durante gli eventi di tale dimensione. Sì, è vero: qualcuno ha sbagliato e ha esagerato con l’alcool, ma se vogliamo parlare di disordini, basta guardare la cronaca del nostro lungomare durante il fine settimana, senza scomodare Italia Wave.
Certo, poteva andare meglio: l’apertura è stata danneggiata dall’assenza dei Verve (la serata è stata resa ad ingresso gratuito e i biglietti rimborsati), ma il tutto esaurito per i Chemical Brothers indica che una risposta del pubblico c’è stata e che ci sono i presupposti per organizzare qualcosa di maggiore successo per i prossimi anni, con la collaborazione di tutti. E poi, oltre ai “big”, vale la pena menzionare anche tutti quei gruppi che, pur essendo meno famosi hanno avuto modo di esibirsi facendo ascoltare della musica di alto livello sia sul Main Stage, sia sugli altri palchi alcuni dei quali ad accesso gratuito e non possiamo, infine, non ricordare i successi ottenuti alla Fortezza Vecchia da Elettrowave e da Cultwave, dove si è tenuto anche l’interessantissimo incontro con Marco Travaglio.
Sinceramente non capisco il perché dell’astio di molti: io penso che questi siano eventi che dovrebbero essere incentivati sia dalla politica sia dalla cittadinanza. Qualsiasi livornese, di destra o di sinistra, più o meno giovane dovrebbe aver piacere nel vedere la propria città aperta, con iniziative di un certo interesse anche culturale (non dimentichiamoci che Italia Wave non è stata solo musica).
Mi auguro che in futuro la nostra città possa ospitare altre manifestazioni di tale calibro e che anche le analisi che ne seguiranno siano il più obiettive possibile.
Arrivederci Italia Wave!

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